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Sapersi rinnovare

Sono reduce da un paio di incursioni al Mercanteinfiera, la più grande manifestazione italiana di antiquariato e modernariato, o ciò che ne resta.

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Foto da Il Caffé Quotidiano

Una mostra storica che esiste da 22 anni e che ha attraversato gloriosamente gli anni ’90 fino a scivolare in quel che quest’anno mi è davvero sembrato il baratro. Tre grandi padiglioni colmi di un antiquariato vecchio, di mobili brutti e noiosi per i quali non riesco nemmeno ad immaginare gli acquirenti. Salvo qualche eccezione, gli stand erano allestiti senza cura, senza voglia di regalare bellezza al visitatore o creare un po’ di armonia. Per non parlare della quantità di mobili falsi, soprattutto mobili da giardino di produzione attuale spacciati per antichi.

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Ricordo anni fa l’attesa crescente quando la data della manifestazione si avvicinava e l’emozione che provavo nell’ aggirarmi tra i tesori che allora venivano esposti. Al di là della preziosità di alcuni oggetti, era sempre facile trovare arredi curiosi con un certo sapore e praticamente impossibile uscire a mani vuote. Quest’ anno sono riuscito a comprare solo due fette di torta. Bello come sempre lo stand di Alessandro Stefanini e Monica Lupi, mi sono innamorato di questo  splendido divano in bambù e ottone, ma era già ovviamente venduto.

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Sempre fresco lo stand di Giovanna Dallaturca di Miele da cui si possono trovare prodotti tessili o ad esempio questi bellissimi ed ormai rarissimi bidoni in zinco inglesi.

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Splendidi i due lampadari genovesi che si vedono in questa foto.

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Credo che oggi sia fondamentale, trattando un certo tipo di oggetti, presentarli in maniera adeguata inserendoli in un contesto che possa dare loro un valore che vada al di là di quello intrinseco e penso che sia importante lo faccia non solo chi, come me, si occupa di pezzi che puntano più sull’emozione che sul valore, ma anche chi vende mobili più importanti e tradizionali. Il pubblico che oggi gli antiquari dovrebbero accattivarsi è quello delle nuove generazioni e certamente non lo si fa accatastando un comò Luigi XIV, una ribalta Luigi XVI e un armadio Impero, ma piuttosto mostrando come possano essere inseriti in un contesto più fresco e  contemporaneo, a volte bastano un colore di fondo ricercato e le luci giuste.

Ecco, ho sentito inesistente la volontà di rinnovarsi.

Come conseguenza, proprio in questi giorni, riflettevo sul fatto che in un momento in cui la tecnologia regola e scandisce i tempi delle giornate di quasi tutti noi con tablet, smartphone e simili, nel mondo degli interni  sta tornando (per fortuna mia, ma non solo) un gusto legato alla lentezza e all’ artigianalità. Le riviste di decorazione d’interni pubblicano immagini di stanze rivestite con carte da parati, qualche mobile d’epoca e finiture in materiali naturali. Non è un ritorno alle case classiche come ce le ricordiamo negli anni ’90, con interni d’epoca ricostruiti da cima a fondo, mobili importanti e dipinti ad affollare le pareti, ma si tratta piuttosto di una riappacificazione con un passato di cui era stata cancellata traccia, con la coseguente presenza di case più simili a show room che non ad abitazioni. Ora invece molti show room vengono progettati per somigliare ad una casa, non più ad un luogo di esposizione. Primi su tutti gli stupendi show room parigini di Dries Van Noten  progettati dal bravissimo Gert Voorjans.

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Allo stesso tempo nascono nuove riviste di interni come Cabana Magazine che illustra un nuovo tipo di casa, fatto di colori accesi, texture forti e passione collezionistica. Una delle prime fonti di ispirazione sono gli interni di Renzo Mongiardino, sontuosi interni storici che non ricercavano la ricostruzione fedele, ma l’invenzione di un mondo immaginario, “falso”, quasi fiabesco e per questo molto più divertente.

Il primo numero con differenti copertine rivestite in tessuti Pierre Frey.

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La storica rivista AD ha cambiato direttore e ha fatto entrare tra le sue pagine intasate di pubblicità una boccata d’ossigeno, per anni ha pubblicato solo case tirate a lucido con niente di personale se non le scarpe di Caovilla appoggiate accanto al comodino della sciura, ora si vedono abitazioni più vere con tracce vissuto.

Le case sono colorate e ricche, ma contemporanee.

Diventano sempre più famose designer con il gusto per il colore e il decor come Carolina Irving che produce una stupenda linea di tessuti ispirati al medio oriente. Carolina Irving Textiles

Ecco la sua casa (foto da Cabana)

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O Idarica Gazzoni con Arjumand’s World che stampa tessuti tinti con colori naturali, carte da parati e disegna oggetti d’ arredo. Arjumand’s World

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Anche molti hotel e ristoranti somigliano sempre più a delle case accoglienti, sia per dimensioni che per decorazione.

Tra i miei preferiti quelli della catena Firmdale disegnati da Kit Kemp.

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Il leggendario Blake disegnato da Anouska Hempel.

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La Reserve a Parigi di proprietà di Monsieur Cardin.

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Amo molto l’antiquariato e le scelte decorative tradizionali, nei miei progetti di interni cerco sempre di accompagnarle a segnali che ci ricordino in quale epoca siamo.

Ecco due foto della casa mia e di Francesco a Parma.

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E voi? Ditemi che ne pensate. Come scegliete gli arredi delle vostre case?

 

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3 Comments

  1. Brillante Interiors

    Oh joy! In un solo articolo tutte le persone nominate sono quelle che seguo con passione e tutto quello che ho letto lo condivido pienamente…you are my man!
    I live and work in a minimalist decor style city where you know the designer from the first look in a house!
    Felice di averti scoperto.

  2. Matteo

    Proprio qualche giorno fa facevo lo stesso ragionamento insieme ad un amico mentre passegiavamo per Via dei Coronari a Roma, la strada degli antiquari per antonomasia. Purtroppo negli ultimi anni sempre più antiquari hanno chiuso e al loro posto sono sorti Bar e negozi di souvenir vari. Quest perchè non c’è stato un rinnovamento nell’offerta. Lo dimostrano quei pochi antiquari rimasti che offrono mobili di pessimo gusto e palesemente falsi. Un triste esempio di quella mancanza di voglia di rinnovarsi di cui parli e che in questo caso sta trasformando una celebre strada romana.

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