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Uk – seconda parte

Ci siamo allontanati da Londra caricando le nostre bici a noleggio su un treno in modo da poter iniziare a pedalare in aperta campagna.

Il primo villaggio in cui siamo capitati è stato Milton (dico capitati perché avevamo in mente di attraversare le Cotswolds e passare per Oxford, ma nulla di più definito).

Il classico idillio da campagna inglese.

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La splendida Manor House attribuita ad Inigo Jones.

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Abingdon on Thames.

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Ad Abingdon on Thames abbiamo trovato ospitalità da Susie che ci ha permesso di piantare la nostra tenda nel suo bellissimo giardino sulle rive del Tamigi.

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Un velocissimo passaggio tra i luoghi iconici di una Oxford davvero troppo affollata per poter trarre piacere dalla visita.

La Radcliffe Camera.

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Ed il Christ Church College.

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Partita di Cricket

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Ripartiti verso South Leigh

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Sosta al farm shop di una fattoria vicino a Oxford.

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Con un bellissimo orto.

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A South Leight siamo stati accolti duramte la settimanale cena degli abitanti del villaggio nella Village Hall dove siamo stati anche ospitati per la notte.

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Ecco una foto dei nostri mitici ospiti.

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La mattina seguente abbiamo visitato la chiesa dove un cartello affisso sulla porta invitava i visitatori a lasciarla aperta per le rondini che hanno fatto il nido sotto il pronao.

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Ci dirigiamo verso Asthall.

Sul tragitto troviamo a sorpresa, nel fondo di una piccola valle percorsa da un torrente il delizioso villaggio di Minster Lovell.

Il “post office”.

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La solita chiesa con cimitero.

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L’ immancabile “Old Rectory” come sempre trasformato in abitazione “laica”.

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All’interno della chiesa i segni di un recente matrimonio con semplici ma molto appropriati addobbi floreali di Gypsophila e lavanda a contrasto sui banchi di quercia ormai resi simili alla pietra dal passare dei secoli.

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Una sorprendente collezione di cuscini da inginocchiatoio personalizzati a piccolo punto con hobby e passioni dei rispettivi proprietari.

Quello con l’ anatra.

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Il monarchico.

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L’ allevatore.

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Le tre caravelle.

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Il paesaggio innevato.

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La sorpresa più straordinaria però è nel prato che dietro la chiesa scende verso il torrente.

In quell’area sorgono i resti di Minster Lovell Hall, una casa costruita nel ‘400 e abbandonata nel 1747, ora sotto tutela di Egnlish Heritage.

Purtroppo le immagini non posso rendere l’idea di quanto sia suggestivo il luogo, soprattutto per come le imponenti rovine sono inserite e dialogano con un paesaggio naturale pieno di pace e totalmente incontaminato.

La manutenzione non solo degli edifici, ma anche dei prati e del bosco che li circonda è fatta con mano leggera e con grandissima sensibilità, nulla turba l’effetto di naturalezza.

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Tappa successiva un luogo mitico per gli appassionati dei romanzi di Nancy Mitford: Asthall Manor, casa natale delle celebri sorelle che venne trasposto nei romanzi col nome di Alconleigh.

Ogni due anni la spumeggiante Rosie Pearson, attuale proprietaria della casa, allestisce in giardino una mostra di scultura denominata “On Forme” in cui vengono chiamati ad esporre una serie di scultori provenienti da tutto il mondo.

La cosa più spettacolare è il giardino progettato dal favoloso duo Julian e Isabel Bannerman.  www.bannermandesign.com

Un giardino inglese privo di leziosità, ma allo stesso tempo ricchissimo di citazioni della tradizione e naturalmente di piante.

Entrata con fioritura di Rosa filipes “Kifsgate”

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Un tiglio da il benvenuto sul piazzale d’ingresso.

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Il vialetto con lavanda e alchemilla. Come potete notare nel Regno Unito possono permettersi di piantare al sole anche piante che per noi sono “da ombra” come l’alchemilla o i geranium.

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Un piccolo “gravel garden”, vicino alla porta di ingresso.

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La “manor house” affiancata dalla chiesa col suo cimitero sono tipica combinazione da villaggio inglese che si ripete quasi ovunque.

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L’accesso al cimitero.

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Il parterre di bosso costruito sul declivio in modo da poter essere visto dalle finestre di casa.

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Il cortile col tavolo da ping pong.

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L’ingresso di sevizio fiancheggiato da banani in vaso.

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Il frutteto tenuto a prateria.

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La vista sulla stupenda e incontaminata campagna.

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La biopiscina, stupenda!

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Un giardino davvero ricchissimo di elementi e idee, quasi troppe una potrebbe obiettare, ma vi assicuro che il tutto è messo insieme con una tale maestria e soprattutto con molta voglia di giocare per cui il risultato è davvero sorprendente.

Finito il giro del giardino nel “potting shed” era stato allestito un bar e punto di ristoro molto accogliente con l’ atmosfera di una vecchia festa di paese.

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Menù vegetariano eccellente!

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Torte squisite oltre che bellissime.

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E’ con un po’ di malinconia che abbiamo lasciato questo luogo così accogliente.

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Ci siamo diretti verso Burford.

Cieli magnifici lungo il tragitto, pochi automobilisti e sempre molto rispettosi dei ciclisti.

Stupendi i cigli delle strade con l’erba non falciata e il “cow parsley” che svetta leggero.

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Questa visione mi ricordava “Il Lampo” di Pascoli: “…bianca bianca nel placido tumulto…”

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Pausa colazione alla glamorous Daylesford Farm, una fattoria biologica fondata da Lady Bamford nella tenuta di Daylesford dove ora oltre ai prodotti agricoli vendono vestiti organici e oggetti d’arredo. Forse vi è famigliare il punto vendita Daylesford Organic di Pimlico Road a Londra. Vi sono un ristorante ed una Spa a completare l’offerta decisamente rivolta ad un pubblico “posh”.

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Poi verso Bourton on the Hill passando per Evenlode, ricca di bellissime case.

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Mettendo 1,50 pound nella cassetta delle lettere è possibile prelevare una vaschetta di lamponi provenienti dall’orto.

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Una siepe ad anaconda.

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Il pub delle villaggio dove ci hanno servito un pranzo squisito, si dice sia uno dei migliori delle Cotswolds.

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La nostra tenda pronta per la notte, le stanze al pub erano esaurite.

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Il giorno seguente abbiamo visitato Bourton House, ma il resoconto (insieme al diario di viaggio fino a Frampton on Severn e nel Dorset) se vorrete lo potrete leggere nella terza parte del blog dedicato al viaggio nel Regno Unito che pubblicherò nei prossimi giorni.

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Continua…

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4 Comments

  1. christine

    Merveilleuses images et vues de la campagne anglaise comme on l’aime. Je m’attendais à voir surgir Jane Austin au détour d’une allée d’un des ces jardins romantiques ….

    Christine

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